Si al servizio militare

Il servizio militare indica il servizio, obbligatorio o volontario che un cittadino di uno Stato svolge, in modo coattivo o meno, per un periodo di tempo prestabilito, presso le forze armate del paese presso il quale si risiede, tramite l'istituto della coscrizione.

Istituito nello stato unitario italiano con la nascita del Regno d'Italia e confermato con la nascita della Repubblica italiana, è stato in regime operativo dal 1861 al 2005, per 144 anni. L'obbligo, sebbene mai formalmente abolito, è ancora vigente ma sostanzialmente inattivo dal 1º gennaio 2005, come stabilito dalla legge 23 agosto 2004 n. 226 (legge Martino).

 

 

15 anni or sono veniva sospesa il servizio di leva obbligatorio. Molti pensano che sospendere la naia sia stato un grande bene. La naia, dicevano, era tempo perso, non insegnava niente e sprecava una parte preziosa della vita, la parte più energica, più volitiva, più formativa.Tutto sbagliato!Il servizio militare è stata una scuola di vita ,ti insegnava a vivere e sopravivvere,ti insegnava la disciplina ed il rispetto del superiore e dell'anziano.

Insegnava che cos’è lo Stato,quello in cui vivo io, non me l’ha insegnato Platone, con la sua pòlis governata dai filosofi (dov’è?), non Hegel (lo Stato porta una morale moderna mentre la famiglia è impiantata su una morale arcaica, se ti trovi a scegliere tra famiglia e Stato devi scegliere lo Stato, quindi Antigone ha torto), e neanche il Vangelo (“date a Cesare…”): che cos’è lo Stato me l’ha insegnato il servizio militare. Si partiva per il servizio militare e dall’estremo Nord ci sbattevano all’estremo Sud.

Era un rimescolamento di razze e di lingue, come quello che Tito usò per fare la Jugoslavia unita. Se eri un soldato semplice, capitavi al Car, Centro Addestramento Reclute, tu piemontese o lombardo o veneto insieme con sardi e pugliesi. Facevi subito esperienze inaudite. Distribuivano le lenzuola, e c’eran figli di pastori che domandavano cosa sono e a cosa servono. Idem per la carta igienica, mai vista prima. Si dormiva in grandi camerate, i fucili venivan deposti al centro sulla rastrelliera, dritti in su, ma di notte qualche soldato si metteva la baionetta sotto il cuscino, perché non si sa mai. Dovevi adattarti a una gerarchia che cominciava da zero. Col passare delle settimane e dei mesi, qualcuno veniva scremato e saliva di grado, tu non l’avevi notato ma i superiori sì. Se avevi qualche qualità, per esempio eri fatto per guidare, ti dirottavano alla scuola guida. Un’istituzione vasta, come l’esercito, si regge sull’obbedienza, se non c’è obbedienza si sfascia. Il vero trauma della naia era l’obbedienza. Kubrick ha dedicato un film a questo tema, come si fa di un giovane borghese un marine per il Vietnam. Ignazio di Loyola pensò di applicare il principio dell’obbedienza a un’istituzione religiosa.

L’obbedienza ha un prezzo psichico enorme, non c’è soldato che, una volta congedato, non ricordi per filo e per segno le volte in cui ha dovuto obbedire anche se era assurdo. Ti staccavi a vent’anni dalla famiglia, dove padre e madre diventavan pazzi per assicurarti la felicità, ti trovavi fra sconosciuti di tutt’Italia e dovevi «arrangiarti», «cavartela». Se in ufficio, in fabbrica, a scuola, in azienda, fra tanti ex-soldati di leva c’era qualcuno che non aveva fatto il servizio militare, c’era sempre qualche superiore che commentava: «Si vede». Nella naia nascevano amicizie che non morivano più. Gli ex-compagni di camerata continuavano a informarsi sulla vita dei colleghi, e tra le ragioni ce n’era anche una che loro non capivano, ed era questa. Ognuno esponeva sull’armadietto la foto della propria ragazza, c’era sempre chi s’innamorava della ragazza del vicino e poi, congedato, andava a trovarlo non per incontrare lui, ma per incontrare lei. Non ci riusciva mai. O, se ci riusciva, era tardi. La naia era anche questo, e forse soprattutto questo: una fusione collettiva degli amori dei ventenni. Non c’è niente di uguale nel mondo borghese. Allora si amava e si cresceva «per generazioni», adesso si ama e si cresce ognun per sé. Adesso l’unico collegamento generazionale è via Internet. Ma la differenza tra quegli amori e quelli d’Internet è la differenza tra donne di carne e donne di carta.

La legge n. 226 del 23/8/2004 ha stabilito la sospensione del servizio di leva e l'introduzione della figura del Volontario in Ferma Prefissata (VFP) a uno e quattro anni. Il soldato Volontario in Ferma Prefissata a un anno rappresenta il completamento della professionalizzazione della Forza Armata. L'accesso alle carriere iniziali nelle Forze Armate parte da questo ruolo.

La selezione avviene presso il "centro di selezione" piu' vicino alla residenza del candidato: Roma, ​Napoli, Palermo. Successivamente alla fase di selezione i giovani vengono avviati ai reparti di addestramento dislocati su tutta Italia. Al termine della fase di addestramento viene assegnato l'incarico, che, a seconda delle attitudini puo' riguardare l'area logistica o l'area operativa, presso il reparto di destinazione. Qui i soldati acquisiscono, tra l'altro, la capacita' di operare con i moderni mezzi tecnologici impiegati dall'Esercito del ventunesimo secolo.

Al termine della ferma nell'Esercito ai soldati Volontari in Ferma Prefissata di un anno si aprono interessanti scenari di impiego: la possibilita' di proseguire, per esempio, la propria crescita professionale nell'Esercito e nelle altre Forze Armate. Oppure di accedere ai concorsi nel Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, nella Polizia di Stato, nei Carabinieri, nella Guardia di Finanza, nel Corpo Forestale dello Stato, nella Polizia Penitenziaria. L'anno di servizio svolto presso l'Esercito come Volontario in ferma prefissata di un anno e', infatti, il requisito indispensabile per avviare questi percorsi.

da : http://www.esercito.difesa.it/concorsi-e-arruolamenti/volontari

 

THINK TANK ZONA FRANCA.IT

Think Tank Zona Franca ha preso come campione 120 uomini di età 20/60 i quali hanno affrontato un ciclo di 4 settimane pratico teorico di sopravvivenza,gestione personale,gestione di terze persone e reazione stres fisico all'alimentazione controllata con un breve ciclo senza cibo,elementi di comunicazione ed abbigliamento specializzato.

a) 30 persone 18/30 anni b) 30 persone 30/40 anni

c) 30 persone 40/50 anni d) 30 persone 50/60 anni

Sottolineando che a) annovera 100% di persone che non hanno sostenuto il servizio militare mentre b,c,d ) annovera 100% di persone che hanno sostenuto il servizio militare con c) forte presenza di persone che hanno frequentato " fermata lunga" ossia hanno fatto il percorso militare con fermata oltre al normale periodo di leva nei corpi (parà,alpini e bersaglieri).

A parità di abbigliamento,condizioni atmosferiche,cibo posseduto e territorio di vita

a) 15 persone hanno abbandonato il campo entro 2 giorni 48 ore ossia alla fine del cibo

8 persone hanno abbandonato il campo entro 3 giorni 60 ore

7 persone hanno abbandonato il campo entro 3 giorni 72 ore

b) 20 persone hanno abbandonato il campo entro 3 giorni 60 ore

6 persone hanno abbandonato il campo entro 3 giorni 72 ore

4 persone hanno abbandonato il campo entro 4 giorni 96 ore

c) 19 persone hanno abbandonato il campo entro 4 giorni 96 ore

6 persone hanno abbandonato il campo entro 5 giorni 108 ore

5 persone hanno abbandonato il campo entro 5 giorni 120 ore

d) 22 persone hanno abbandonato il campo entro 4 giorni 96 ore

6 persone hanno abbandonato il campo entro 5 giorni 108 ore

2 persone hanno abbandonato il campo entro 5 giorni 120 ore

la categoria a) ha avuto grandi problemi nella gestione del cibo,nella gestione del tempo,nell'affrontare eventi atmosferici,mancanza di conoscenza della fisica e degli elementi della natura.mancanza di autostima e disciplina.grande handicap nel rapporto personale e di relazione con gli altri elementi.basse conoscienze tecniche di soppravivenza.

Alla base la categoria a) a differenza delle altre categorie non hanno fatto il servizio militare ne tantomeno lo hanno vissuto indirettamente.

Il servizio militare molto presente nelle altre categorie ha fatto la differenza.

Think Tank Zona Franca Propone:

La ri-indroduzione del servizio militare sia per uomini che per donne a livello semi-obbligatorio minimo sei mesi a livello Regionale.

Le singole Regioni dovrebbero avere e gestire l'esercito direttamente con propria responsabilità, con il fine di donare sicurezza al territorio,educare il giovane al rispetto di se stesso e degli altri, della propria cultura,della propria terra e del proprio sapere.

Esercito regionale ,perchè la leva non dovrà avere lo scopo "militare di guerra",a quello si dedica il vero esercito volontario nazionale, ma dovrà avere uno scopo sociale,educativo, formativo e di indipendenza ed autonomia dalla famiglia.

<Campagna informativa Gennaio 2014>